I colori speziati di Gerusalemme

Israele sta diventando sempre di più una meta turistica ambita  grazie alla sua storia, alla sua cultura e alle sue prelibatezze culinarie

Se Tel Aviv è una sorta di Miami israeliana, è Gerusalemme la città per chi vuole fare un tuffo nel passato. Storia, religione, arte, ma non solo, la città accontenta anche i viaggiatori buongustai.

Numerosi sono i ristoranti di cucina kosher, che seguono le regole dettate dalla religione in materia di cibo.

Chi visita Gerusalemme deve assolutamente assaggiare i falafel, tipico street food onnipresente nelle varie bancarelle da strada e nei ristoranti. Di origine araba, i falafel sono palline di ceci tritati aromatizzati da spezie, in primis il cumino, e servite nel pane pita con verdure fresche e salse. C’è poi l’hummus, una purea sempre di ceci cotti, con pasta di sesamo e lo shawarma, carne di pecora o di tacchino cotta lentamente su un grande spiedo e servita con pita, verdure e salse.

Assolutamente da non perdere è il giro a Machane Yehuda. Conosciuto anche come “The Shuk”, è un mercato all’aperto con oltre 250 venditori di frutta e verdura fresca, prodotti da forno, pesce, carne e formaggi, frutta secca, semi e spezie, vini e liquori, abbigliamento e calzature, articoli per la casa e tessuti. All’interno non mancano i ristoranti che spaziano dal tradizionale cibo di strada all’alta cucina.

L’Ufficio del turismo israeliano ha ultimamente proposto una particolare iniziativa per gustare i sapori del mercato Machane Yahuda. Si tratta di un sistema di “buoni”, accompagnati da una mappa e da una scheda perforata, che permettono di camminare per il mercato e di provare liberamente una serie di prodotti, sapori e profumi. La formula “Assaggi al mercato” include una varietà di cibi e bevande; pane fresco direttamente da un forno taboon, pane arabo e il tradizionale bagel a forma di anello con semi di sesamo. Inoltre è incluso un assaggio di caffè biologico con accanto la gustosa pasticceria tradizionale, bourekas così come una grande varietà di formaggi, sottaceti fatti in casa e le spezie locali e internazionali.

Ciò che stupisce vagando tra i vari negozietti del suk, non sono tanto le quantità e varietà di spezie esposte, ma il loro modo di esposizione. Enormi piramidi che impressionano da tanto sono perfette spiccano al centro di ogni negozio per colori, altezza e profumo. Le cime di curcuma giallissima, vicino a una polvere di peperoncino rosso carico e al verde oliva dello zaatar sono un vero tripudio di tinte da cui non si può che rimanere affascinati. Lo zatar è una tipica mistura di erbe e spezie come il timo, l’origano, il finocchio, la santoreggia, la maggiornana, il cumino e i semi di sesamo. Ogni famiglia locale ha la sua ricetta e una volta fatto essiccare, può essere conservato secco, sotto’olio o sotto sale. Lo zatar viene utilizzato per insaporire carni e verdure, ma il suo utilizzo più tipico prevede che la polvere, unita a dell’olio di oliva, vanga spalmata sulla base di una sorta di pizza medio-orientale chiamata manakish.

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