Amchoor

Nome botanico: Mangifera indica

Famiglia: Anacardiaceae

Caratteristiche della pianta. Il mango appartiene alla stessa famiglia del pistacchio e dell’anacardo. E’ una pianta che può raggiungere i 40 metri di altezza e i 100 anni di età. E’ un sempreverde, con una chioma che può raggiungere i 10 metri di diametro. La corteccia è resinosa; il legno duro e ruvido, di color rosso. Le sue foglie sono alternate, semplici, lunghe 15-35 centimetri e larghe da 6 a 16. I fiori sono prodotti in pannocchie terminali lunghe 10-40 centimetri. Il colore del fiore è bianco rosato, con un profumo che ricorda il mughetto. Il frutto è ovoidale, ha la polpa gialla/arancio, compatta, molto profumata e gustosa. La sua buccia può assumere diverse tonalità: verde, giallo, rosso, oppure un miscuglio di questi colori. Se ne distinguono due tipi: la filippina-indonesiana, detta anche Camboya, con forma più allungata e colore giallo-verde, più dolce e meno fibrosa; e l’indiana, detta anche Mulgoba, con forma più grossa e compatta di colore variabile dal verde al rosso fino al viola.

Origine. E’ originaria dell’India nord orientale, del Bangladesh e della Malesia, dove sono stati trovati resti fossili risalenti a 25-30 milioni di anni fa. Oggi  è diffusa in tutta l’Asia e coltivata nella regione dei Tropici.

Paesi produttori. Sud e sud est dell’Asia.

Paesi utilizzatori. India ed Estremo Oriente.

Parti utilizzate. La spezia è costituita dai frutti di mango, pelati, tagliati a fette, disidratati ed essiccati lentamente al sole.

Stagionalità: tutto l’anno.

Componenti. Acido citrico e altre molecole simili sono responsabili del gusto acido. Numerosi terpeni e enzimi proteolitici nei frutti acerbi.

Tipologie in vendita. Fette essiccate o polvere qualche volta mischiata con curcuma.

Aspetto. Le fette essiccate sono di un colore marrone chiaro, con una superficie rugosa e sembrano pezzi di corteccia  legnosa. La polvere finemente macinata ha una texture fibrosa ed è beige chiaro.
Odore. Debolmente dolce (mielato) e agro, vagamente fruttato.

Sapore. agro-dolce, caldo e debolmente resinoso.

Impieghi. L’amchoor offre il vantaggio di dare il flavour del limone ai piatti senza aggiungere liquidi. Può quindi essere aggiunto a piatti fritti  senza fare perdere la croccantezza e tutte le volte che si vuole il flavour acidulo del limone in un piatto.
L’uso dell’amchoor è confinato principalmente alla cucina indiana, dove è usato come ingrediente principe per dare un tocco acido a piatti di curry, zuppe, chutney e come condimento. Le fette essiccate danno un gusto piccante ai curry e la polvere dà un sapore agro simile a quello del tamarindo. Particolarmente usata nelle marinate per intenerire la carne per la sua proprietà di degradare le proteine. Si abbina bene anche con pollo e pesce o spiedini di pesce o kebab.  E’ un must per gli okra curry e i piatti di legumi. Da provare con nocciole tostate in poco olio o aggiunto sulle macedonie (ne basta un pizzico). Adatto anche a mitigare il sapore troppo dolce di alcuni dessert o composte di frutta.

Consigli per l’uso. Come per il succo di limone è meglio aggiungerlo a fine cottura per preservarne l’aroma, ma deve essere ben amalgamato agli altri ingredienti del piatto.

Avvertenze. Tenete conto che l’amchoor ha un aroma potente e quindi, nelle marinate, se lo usate al posto del limone utilizzatene 1/3.

Proprietà terapeutiche. Le piante di mango sono così antiche e popolari in India e in Estremo Oriente che se ne usa ogni parte: le foglie e la corteccia, la resina, i frutti e i semi e i fiori. La spezia è ricca di ferro quindi consigliata alle donne incinte; è una buona fonte di vitamina A ed E ; ha un alto contenuto di vitamina C  e quindi utile nelle carenze: 1 parte di Amchoor mischiata con 2 parti di succo di lime è un ottimo rimedio casalingo contro lo scorbuto. Estratti dei frutti acerbi della corteccia e delle foglie hanno proprietà antibiotiche. Buddha

Altri usi. Nel diciottesimo e diciannovesimo secolo, nell’Asia meridionale il bestiame veniva nutrito esclusivamente con foglie di mango, che hanno proprietà coloranti, e la loro urina era usata per ottenenre il Giallo Indiano. Nel 1908 questa pratica fu vietata poiché, a lungo andare, portava alla morte gli animali.

Storia. La coltivazione del mango probabilmente è iniziata nel subcontinente indiano. I monaci buddisti avevano l’abitudine di portare con sé le piante nei loro viaggi in Malesia e in Asia Orientale nel IV e V secolo d.C poiché erano considerate sacre. Tale credenza fu in seguito accolta dagli Hindu e poi dai mussulmani. Prima del X secolo il mango era già stato trasportato dai mercanti persiani in Medio Oriente e in Nord Africa. Con l’arrivo dei Portoghesi, in India nel XV secolo, la pianta fu trasportata in Sud America, nelle Filippine e nell’Africa Occidentale.

Curiosità. L’albero del mango e i suoi frutti sono sempre presenti nelle rappresentazioni del paradiso degli antichi indiani, dove rappresentano amore e fertilità. Budda stesso è spesso dipinto mentre parla ai discepoli o medita sotto un albero di mango.
Assafetida

« »

  • Anardana

    Anardana

    Nome botanico: Punica granatum

  • Mahaleb

    Mahaleb

    Nome botanico: Prunus mahaleb

  • Pepe rosa

    Pepe rosa

    Nome botanico: Schinus molle e Schinus terebinthifolius

Invia la tua ricetta!


Ho letto ed accetto le condizioni sul trattamento dei dati come descritto nella Privacy Policy

Invia il racconto dei tuoi viaggi speziati!


Ho letto ed accetto le condizioni sul trattamento dei dati come descritto nella Privacy Policy

Iscriviti alla newsletter
e scarica la guida sugli abbinamenti!