Dal Pane d’amore al Panpepato

Qesti dolci hanno origini antichissime e nel corso dei secoli la loro formulazione è cambiata molte volte

Non si sa se l’origine di questo speciale pane di spezie sia persiana o indiana. Gli antichi greci lo chiamavano melitales e in Cina, nell’epoca Ming, vi era già un pane d’amore chiamato Mi-Kong.
E’ difficile sapere quali spezie contenessero quegli antichi pani, ciò che si sa per certo è che erano degli impasti di cereali, miele e spezie.

Secondo la leggenda, fu portato in Francia da S. Gregorio, vescovo d’Armenia, che rifugiatosi in convento a Pithiviers, ne custodiva segretamente la ricetta offrendolo a tutti i suoi visitatori. La presenza abbondante delle spezie tra gli ingredienti sembra confermare le origini storiche del dolce all’interno dei conventi: a quei tempi infatti le spezie come cannella, noce moscata e chiodi di garofano, erano rare e costosissime e il loro utilizzo era esclusivo delle classi più agiate e dei religiosi. All’inizio chiamato pane d’amore, divenne poi nel tempo pane di spezie e si diffuse, grazie alla sua bontà, in tutti i paesi d’Europa.

La ricetta base prevedeva farina di segale, miele, anice, coriandolo, zenzero, cannella, ma variava di paese in paese a seconda dei gusti e della disponibilità degli ingredienti. Nel corso dei secoli, dopo l’uscita dai conventi e la diffusione nei mercati e nelle fiere di paese, assunse spesso forme molto particolari: un fallo per curare l’impotenza, corna per i mariti ingannati, seni e glutei per i buontemponi. Restava comunque sempre anche una specialità di alcuni ordini religiosi e, secondo alcune fonti, in Italia la ricetta era gelosamente custodita dai gesuiti e il nome venne cambiato, per la sua forma a zuccotto, da pan di spezie in “Pan del Papa”.

In seguito all’arrivo del cacao in Italia e alla sua aggiunta alla ricetta, il nome del dolce cambiò ancora diventando “panpepato” richiamando le proprietà afrodisiache del cioccolato. La diffusione del pan di spezie è continuata in tutta Europa e oggi mantiene la sua importanza in Europa settentrionale e centrale, dove viene venduto alle fiere a forma di cuori, porcellini o omini, ricordando le antiche tradizioni. In Ungheria, ancora oggi nei mercati vendono dei panpepati a forma di cuore, decorati al centro con un piccolo specchio. L’innamorato lo regala alla sua ragazza, perché lei veda riflessa “l’immagine di chi governa il suo cuore”.

 

Un cake alla vaniglia stile Downton Abbey
80.000 salini e pepini

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