01. Dal neolitico ai faraoni

Il faraone offre spezie e incenso agli dei, Museo di Karnac

Spezie, fragranze ed erbe aromatiche fanno parte della storia dell’uomo. Già in epoca neolitica venivano aggiunte ai cibi che cuocevano sia per preservarli che per insaporirli. Le radici, gli steli e le foglie aumentavano l’appetito e miglioravano il gusto della cucina assai frugale. Sali e resine, come il sale da cucina e il miele, erano utili per prolungare la vita degli alimenti deteriorabili. Le spezie sin dalle origini hanno sempre avuto un triplo ruolo: una funzione puramente gustativa che eccitava le papille dei nostri antenati; una curativa dovuta alle proprietà terapeutiche che le hanno fatte diventare i primi farmaci conosciuti,  avevano un ruolo molto importante nei rituali spirituali: unguenti, oli e bevande a base di spezie, aprendo i sensi verso l’invisibile e l’immateriale, erano ponti verso il sacro.

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02. Dai Nabatei ai Romani

L’antica Via delle spezie dalla Cina alle Isole delle spezie dell’Indonesia e dall’Arabia all’India, e da Alessandria in tutto il Mediterraneo e fino al Sud Africa. In blu la Via della seta da Baghdad alla Cina orientale

I Nabatei, un popolo nomade di commercianti del nord dell’Arabia, erano grandi viaggiatori e furono loro ad aprire la prima strada carovaniera, la Via dell’Incenso, circa otto secoli a.C. Con lunghe colonne di cammelli e asini, attraversavano in lungo e in largo l’Arabia, arrivavando fino in India e in Cina. Il loro primo obiettivo era trovare incenso e spezie da rivendere ai greci. Con il passare dei secoli, si stabilirono nella zona di Petra, oggi in Giordania, e acquisirono grande esperienza nei viaggi marittimi, insieme agli Arabi del sud. L’Arabia intera divenne così il punto d’incontro dei commerci tra Europa, Africa e Asia e gli Arabi, verso il V secolo a. C. conquistarono il monopolio del commercio delle spezie.

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03. Dalla caduta dell’Impero romano alle crociate

Commercianti arabi sulla via delle spezie
Con la caduta dell’Impero romano e l’avvento dei secoli bui delle invasioni barbariche, l’Occidente si impoverì e i commerci internazionali si ridussero; il flusso di merci verso l’Europa cessò per centinaia di anni. Solo i monasteri e pochi nobili poterono continuare a utilizzare le spezie a causo del loro costo elevato. Il controllo del commercio con l’Oriente passò agli Arabi. Essi erano navigatori esperti e - come si racconta nel libro Le mille e una notte,  ai tempi del califfo al-Rashīd Haroun, - Sindbad , un marinaio leggendario, partiva da Bagdad, e sulla rotta delle Indie arrivava a Bassora, centro di raccolta delle spezie, che provenivano da Oriente, e viaggiava sino a Ceylon.

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04. I grandi navigatori

La bandiera della Repubblica Marinara di Venezia
Nella società medievale, le spezie divennero uno strumento per dimostrare la propria ricchezza e il proprio potere. I banchetti erano ricchi di portate coloratisssime e profumatissime a discapito del vero sapore dei cibi: colori caldi d’inverno con l’uso  smodato di zafferano, cannella e chiodi garofano; colori freddi d’estate con l’uso di coriandolo, noce moscata e pepe in abbondanza. Le classi sociali più povere  sostituivano le spezie con prezzemolo, menta, aglio e cipolla. Alle spezie già utilizzate nell’Alto Medioevo (zenzero, zafferano, chiodi di garofano e pepe), nel Duecento si aggiunsero macis, cannella, liquirizia, cumino, anice, coriandolo, cubebe (un tipo di pepe) e nel Trecento, noce moscata, galanga e cardamomo.

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05. Il monopolio delle Compagnie delle Indie

Nel quindicesimo secolo Spagna e Portogallo si erano divisi le terre d’Oriente e mantenevano il monopolio del commercio delle spezie, scoraggiando qualsiasi tentativo di olandesi, francesi e inglesi di viaggiare verso le Indie. Questo sottile equilibrio si ruppe quando nel 1580 la Spagna sottomise il Portogallo: le sue navi solcavano i mari e tornavano con grandi quantitativi di spezie che distribuivano, a prezzo sempre più elevato, in tutta Europa, chiudendo di fatto i porti di rifornimento tradizionali (Cadice e Lisbona) ai mercanti degli altri paesi.

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